Riguarda una tazza rotta.
O meglio… riguarda due libri molto famosi che, davanti a una tazza rotta, esprimono due visioni della vita apparentemente inconciliabili.
Uno è un libro di filosofia orientale che è andato per la maggiore qualche anno fa. Si chiama Kintsugi. Abbiamo venduto tante copie, ha fatto molto successo, ha avuto il suo tributo di reel, citazioni e perfino tatuaggi.
La lacca si indurisce, la tazza si ricompone e quello che fino a poco fa era il ripieno del cassonetto adesso diventa un oggetto nuovamente di senso compiuto, anche se completamente diverso.
Ogni tazza rotta nel kintsugi diventa unica e irripetibile, perché ovviamente ogni tazza si rompe in maniera diversa e di conseguenza le venature dorate, solidificandosi, creano dei ricami diversi.
Il significato metaforico è senz’altro potente: questa nuova tazza, così ricomposta, può diventare molto più bella di prima, molto più preziosa; smette di essere un oggetto in serie e inizia a raccontare una storia.
Bellissimo.
Ammiro la tenacia e la resilienza celebrate da questa filosofia e spesso, nella mia vita, ho cercato di applicarla in tanti piccoli contesti: la cura, la pazienza certosina, la forza d’animo potrebbero essere la lacca d’oro che trasforma i cocci dei fallimenti quotidiani in qualcosa di più elevato?
Oltre a Kintsugi, quando vedo una tazza rotta, mi viene in mente un altro libro, che però porta con sé un pensiero completamente diverso.
Sto parlando di Via col vento, che sicuramente non è un manuale filosofico e che non ha niente a che fare con l’Oriente. Qui, signori, parliamo di un romanzo storico, forse uno dei più belli che mai siano stati scritti, e nelle sue pagine di cose che si rompono è pieno. Sistemi sociali, abitudini, valori, visioni della vita, amori, amicizie, sorellanze, speranze, sogni.
E, ironia della sorte, anche una tazza, che viene chiamata in causa proprio da Rhett Butler, in uno degli scambi di battute più belli della storia della letteratura.
Per un momento egli esitò come chiedendosi se una dolce menzogna fosse migliore della verità. Poi si strinse nelle spalle.
"Rossella, non ho mai avuto pazienza di raccogliere i frammenti di un oggetto rotto per incollarli insieme e dire a me stesso che l'oggetto riappiccicato vale quanto l'oggetto nuovo. Quello che è rotto è rotto e preferisco ricordarmelo quando era in buono stato piuttosto che aggiustarlo e vedere le tracce della rottura finché vivo. Forse se fossi più giovane - sospirò - ma sono troppo vecchio per credere in questi sentimentalismi e per ricominciare, troppo vecchio per portare quel peso di continue menzogne che accompagna la vita fatta di cortesi disillusioni. Non potrei vivere con te e mentirti e non potrei certo mentire a me stesso. Vorrei potermi interessare di ciò che fai e di dove vai, ma non posso.”
Quasi cento anni prima che il Kintsugi conquistasse i nostri scaffali, Rehtt Butler già ne aveva fatto piazza pulita con queste lapidarie parole.
Non c'è oro che possa far tornare indietro il tempo.
Questa filosofia può funzionare solo se uccidiamo una parte di noi stessi, quell'ego ostinato e ancorato al ricordo di ciò che era, per aprirci verso un futuro differente.
Ma se manca la condizione iniziale, se non si è disposti a perdersi, non c'è oro che tenga e quella tazza rotta e riappiccicata ci farà solo incarognire.
Quindi qual è la mia opinione su questa dicotomia?
In realtà non lo so nemmeno io.
Mi piace il Kintsugi... ma quanto è difficile da mettere in pratica! L'oro, che sia vero o metaforico, mica cresce sugli alberi.
E comprendo perfettamente Rhett, il cui atteggiamento mi sembra molto umano, ma allo stesso tempo rovinoso.
Non ho la risposta, ma ancora una volta rendo onore alla grandezza della lettura e dei grandi autori che, da un semplice coccio, riescono a tirare fuori due filosofie di vita radicali e talmente vere che non riesco a capire quale delle due mi appartenga di più.
Ma forse, anche soltanto continuare a rifletterci, è già una forma di crescita.
Voi invece come la pensate sull'argomento? Propendete per il Kintsugi oppure siete d'accordo con Rhett?

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